Nella primavera dell’anno scorso, dopo un anno di servizio in Consiglio Comunale, come consigliere della Lista Nardella, e presso il Comune di Firenze come Consigliere speciale del Sindaco, avevo deciso di candidarmi per il posto di Segretario Generale dell’Istituto Universitario Europeo (IUE). La selezione è andata bene e ho assunto da qualche giorno in questa prestigiosa Università, dove avevo già servito nel periodo 2007–2011.

Non ho preso alla leggera la decisone di candidarmi: ero stato eletto per portare avanti certe idee, che avevano evidentemente trovato il consenso di numerosi cittadini elettori. L’ho fatto perché ritenevo che avrei potuto portare avanti certe idee a beneficio della collettività anche nelle mie nuove funzioni. Il fil rouge della mia attività in Consiglio è stata infatti la promozione del capitale umano, tramite iniziative nel settore dell’alta formazione, della ricerca e ella conoscenza. Tutti obiettivi che potrò perseguire anche dall’IUE.

Desidero quindi riassumere le principali iniziative che ho preso in questo anno e mezzo, a beneficio dei cittadini che mi hanno votato, ma anche di chi non mi ha votato e soprattutto di quanti hanno a cuore il futuro della nostra città e la possibilità di conciliare il suo prestigioso passato con il mondo moderno. Ho diviso questo breve riassunto nei miei principali settori di interesse e di attività.

Settore Alta Formazione e Ricerca

La mia principale iniziativa è stato il lancio degli “Stati Generali dell’Alta Formazione”.

Firenze ha una naturale attrattività: non c’è bisogno di dilungarsi per spiegarlo, perché basta osservare quanti turisti sciamano ogni giorno per le vie del centro. Ma chi attraiamo? E siamo veramente una città internazionale? Attraiamo turisti mordi e fuggi, ma non abbastanza lavoratori qualificati, studenti, ricercatori. Dobbiamo cambiare questo modello di sviluppo, pena la decadenza oppure la prosecuzione di questo “galleggiamento sulla rendita” che caratterizza Firenze, come ha osservato un economista fiorentino. Per farlo dobbiamo puntare sull’economia della conoscenza, unico modello di sviluppo che ci può consentire di mantenere la nostra prosperità nel mondo globalizzato. A tal fine, occorre promuovere l’alta formazione, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Mi sono quindi fatto promotore di un tavolo di lavoro permanete che riuniva, oltre al Comune, l’Università di Firenze, il CNR, la Fondazione CR Firenze, la Camera di Commercio e la Regione Toscana al fine di promuovere nuove iniziative nel settore e mandare avanti più velocemente, e in maniera coordinata, quelle esistenti.

Per suggellare questo modello di sviluppo che avevamo in mente, è stata convocata per aprile 2020 una riunione con tutti gli operatori locali e talvolta nazionali (“Firenze per l’economia della conoscenza”), alla presenza del Ministro dell’Università e Ricerca, Gaetano Manfredi. La riunione non era fine a sé stessa: lo scopo sarebbe stato di rendere pubblico l’impegno degli operatori pubblici e privati ad investire in questo settore essenziale per il futuro della città. L’emergenza COVID ha impedito di tenere la riunione, che è stata prima spostata a metà ottobre e poi nuovamente annullata a causa della pandemia.

Si tratta di un triste epilogo per un processo che aveva suscitato grande interesse. Stanno però andando avanti vecchie e nuove iniziative del settore (scuola di sostenibilità urbana nel settore ambientale scuola di management, infrastruttura europea di Ricerca E-RIHS “European Research for Heritage Sciences”, scuola di hotellerie e altre).

Trovate qui il documento che spiega la ratio dell’iniziativa sull’Alta Formazione a Firenze.

Ho poi proposto a novembre di utilizzare un immobile del Comune dismesso (Villa Bracci) come sede per una Accademia sulle eccellenze eno-gastronomiche della Regione.

Nella mia attività di Consigliere Comunale, ho inoltre mantenuto alta l’attenzione sui temi collegati delle start up (link al question time 1084/2019), degli immobili da adibire a ricerca e sviluppo (link al question time 120/2020), delle Università straniere (link alla domanda di attualità 492/2020), dell’informatica a scuola (link all’interrogazione 539/2020) e della ricerca (link all’Ordine del Giorno 662/2020).

Firenze europea

Un altro grande settore di attività in questi mesi è stato quello della dimensione europea di Firenze e della sua valorizzazione. Quanti di noi sanno che solo Firenze ospita l’unica vera Università europea (l’Istituto Universitario Europeo) e gli Archivi Storici dell’UE? Chi vuole studiare le scienze sociali in un ambiente autenticamente europeo deve venire a Firenze; e chi vuole consultare i documenti ufficiali e originali delle istituzioni della Comunità europea, poi Unione Europea, non deve andare a Bruxelles o Lussemburgo, ma a Firenze. Si tratta di una dimensione da valorizzare sia per superare un’immagine di città troppo focalizzata sul Rinascimento, sia per le potenziali ricadute sul territorio. Come farlo?

Inizio con un po’ di storia. Durante il mio primo periodo di attività all’Istituto Universitario Europeo (2007–2011) lanciai la prima edizione del Festival d’Europa (FdE). Forte di un budget assai cospicuo (circa € 700.000), la manifestazione, tenutasi a maggio 2011, si articolò su 7 giorni con eventi dedicati all’Europa che raggiunsero circa 80.000 persone. L’evento clou fu la conferenza State of the Union, già al tempo coronata da successo sia in termini di partecipazione di relatori (un Presidente della Repubblica, due Ministri, vari Commissari, con il Presidente Barroso confermato ma che dovette rinunciare il giorno stesso) che di pubblico. Lo scopo dell’iniziativa era di:

  • migliorare la comunicazione dell’IUE;
  • mettere in rilievo la dimensione europea di Firenze;
  • comunicare l’Unione Europea (UE) al grande pubblico.

Quest’ultimo aspetto fu particolarmente curato, se si pensa che furono previsti due stand in Piazza Signoria nei quali a ciclo continuo si tenevano presentazioni ed eventi esplicativi del funzionamento dell’UE, e che si organizzò un ciclo di lezioni su temi europei tenuto da studenti dell’IUE e di UNIFI nei licei della città.

Negli anni successivi, l’IUE ha continuato ad organizzare la conferenza The State of the Union (SOU), mentre il Comune e la Regione, ad anni alterni, organizzavano il FdE, ma con budget ben minori (e quindi impatto inferiore).

Nei mesi scorsi ho quindi proposto di riprendere il percorso del FdE. Si è costituito a tal fine un Comitato promotore composto da Comune, Regione, Città Metropolitana, UNIFI, IUE, agenzia INDIRE e Camera di Commercio.

A titolo di esempio, le seguenti attività potrebbero essere organizzate nell’ambito del FdE (la principale, maggiormente in grado di attirare l’attenzione mediatica, rimarrebbe SOU):

  • un ciclo di conferenze divulgative su temi europei;
  • qualche rappresentazione teatrale a carattere plurinazionale;
  • un ciclo di film europeo;
  • un concerto dell’orchestra giovanile europea;
  • una conferenza dello storico A. Barbero sulla nascita del concetto di Europa;
  • la notte blu.

Nel settore della comunicazione dell’UE al pubblico:

  • uno stand in una piazza fiorentina in cui si distribuisce materiale informativo e si organizzano eventi di divulgazione e conferenze sull’UE;
  • presenza di studenti UNIFI (essenzialmente del corso Relazione Internazionali e Studi Europei, RISE), nonché dell’IUE, nei licei della città metropolitana per parlare di UE.

Il modello potrebbe essere quello del Festival dell’Economia di Trento, che ha un impatto “milionario” sul capoluogo, o di altre iniziative simili come il Festival della letteratura di Mantova o quello della Filosofia di Modena/Carpi, che hanno comunque una visibilità a livello nazionale.

Al fine di coinvolgere pienamente il Consiglio Comunale in questa iniziativa ho presentato una mozione su “Firenze città d’Europa” che è stata discussa ed approvata durante l’ultima seduta di Consiglio Comunale alla quale ho preso parte (21 dicembre scorso; link a mozione 406/2020).

Modernizzatone, Infrastrutture e Sviluppo

Come ho spesso evidenziato in Consiglio, l’Italia è l’unico paese europeo nel quale, ritornando dopo 10 anni, si vede tutto uguale. Anzi peggio perché non si fa manutenzione. Si tratta di una generalizzazione che però, con qualche lodevole eccezione, rappresenta bene l’atavica difficoltà del nostro Paese a modernizzarsi, a portare a termine opere pubbliche, a investire nei settori che garantiscono una crescita di lungo periodo.

Firenze è un’eccezione in questo scenario, se si pensa ad esempio alla rete di tramvie in corso di realizzazione. Ma ci sono molte opere necessarie all’economia cittadine che attendono da anni o decenni a causa di vari veti incrociati o lentezze burocratiche: una pista sicura e meno impattante per l’aeroporto, un impianto di trattamento rifiuti che permetta di evitare la discarica e il costo nonché l’inquinamento del trasporto dei rifiuti, un passante ferroviario che permetta di liberare i binari di superficie a vantaggio del trasporto su rotaia e non su gomma ed altre.

Per ricordare queste urgenze, che possono restituire competitività al territorio, creando molti posti di lavoro, e contribuire ad abbattere l’inquinamento, ho presentato una mozione che è stata approvata, pur con qualche esitazione (link alla mozione 957/2019).

A seguito dell’esplosione della crisi da COVID, ho co-firmato con i colleghi di maggioranza una risoluzione sull’economia cittadina a seguito della crisi pandemica (link a ris. 443/2020).

Infine, ho partecipato attivamente alla definizione del Documento Unico di Programmazione del Comune di Firenze. Si tratta del masterplan per lo sviluppo futuro della città e contiene la visione che abbiamo della Firenze del futuro. In Consiglio comunale è stato messo a punto un ordine del giorno contente le idee emerse in Consiglio su questo testo fondamentale (link a OdG 1184/2020). Ho quindi contribuito alla stesura del testo nelle parti di mia diretta competenza (alta formazione, dimensione europea e internazionale e altro).

Attrazione investimenti, internazionalizzazione

Si tratta di due settori nei quali la crisi da COVID ha bloccato quasi completamente l’attività. Nel corso del 2019 è stata portata a termine la pianificazione dell’attività internazionale del Comune, tramite la convocazione del Board sull’internazionalizzazione. Purtroppo il COVID ha impedito di realizzare le missioni all’estero che erano state programmate.

Nel settore dell’attrazione investimenti ho effettuato una missione in Svizzera ma poi le altre iniziative sono state evidentemente rimandate. Ce l’abbiamo fatta a tenere un seminario di match making fra investitori svizzeri e operatori economici italiani a fine dicembre, organizzato in cooperazione con la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera e la Camera di Commercio di Firenze.

Cittadinanza attiva, lotta al degrado

Pur in una città ben gestita come Firenze, non si può pensare che l’Amministrazione comunale riesca a gestire tutti i servizi in maniera capillare e con piena soddisfazione di tutti i cittadini, senza una co-partecipazione di questi ultimi a certe azioni. Occorre quindi stimolare la cittadinanza attiva, cioè la partecipazione dei cittadini alla cura dei luoghi, alla solidarietà, alla programmazione culturale, alla lotta al degrado. Da anni sono impegnato con l’Associazione via Maggio, di cui sono Vice Presidente, per portare a vanti questi temi nel quartiere di Oltrarno.

Una delle principiali azioni in questo ambito è sempre stata la rimozione delle scritte vandaliche, attività divenuta quasi “iconica” della nostra associazione. L’Associazione ha messo a punto un progetto pilota in accordo con la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e la Direzione Fabbrica di Palazzo Vecchio del Comune di Firenze. È stato elaborato un accordo con la Sovrintendenza sulla sperimentazione di una procedura semplificata di rimozione delle scritte vandaliche e delle affissioni abusive dai palazzi storici, che contribuiscono al senso di degrado che si respira nel quartiere. Grazie a questo accordo, che definisce un protocollo tecnico di intervento, possiamo rimuovere scritte vandaliche senza dove chiedere tutte le volte il permesso in Sovrintendenza.

Nella mia attività in Consiglio ho sollevato questi temi varie volte cercando di valorizzare in particolare il Regolamento sui beni comuni, di cui il Comune di è dotato da tempo, come strumento per associare i cittadini alla gestione di beni di interesse pubblico. Ho quindi presentato due question time a riguardo (link al QT 1432/2019 e link al QT 991/2020) per rilanciare lo strumento e sollecitare lo stanziamento di risorse per dare concreta attuazione.

Infine, ho cercato di porre rimedio a un piccolo “scandalo” di cui nessuno si occupa: la famosa vista sulla città che si godeva da Bellosguardo è ora negata a causa di vegetazione spontanea cresciuta in un giardino privato. Mi sono occupato con il Comune e con la Soprintendenza della questione, presentando anche un QT in materia (link al QT 832/2020).

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